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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualitą

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

info@fratejacopaverona.it



il canto d'apertura

il segno di croce

il canto dell'Alleluia

il canto del Gloria

  • Il canto d'apertura è un importante momento di accoglienza reciproca per sentirci tutti uniti nella comunione, tra i presenti, con tutta la Chiesa e con i nostri defunti. Accompagna la processione iniziale, lunga o breve che sia, e dà inizio e tono alla celebrazione. Perciò cantiamolo tutti insieme con gioia e con entusiasmo, come a dire: "Hei là! Come va? Siamo tutti qui: facciamo festa insieme!".

  • Il segno di croce: dopo la riforma dei riti liturgici ci si accorse che un particolare era passato inosservato: come si doveva cominciare la messa? Papa Paolo VI non si perse d'animo e, del tutto naturalmente, si segnò dicendo a voce alta: "Nel nome del Padre...", subito imitato da tutta l'assemblea. La croce ci ricorda l'albero che sorge dal cranio di Adamo, l'albero di vita, che porta buoni frutti, ciò in cui noi vogliamo essere trasformati proprio tramite l'eucarestia, piantato nel giardino di Dio: di quest'albero possiamo e dobbiamo cibarci. Nel pronunciare la formula non tralasciamo le "e" che distinguono le tre persone divine e le congiungono in un solo Dio.

  • Il canto dell'Alleluia, è l'acclamazione al Vangelo e significa "lodate il Signore": deve essere cantato da tutti con forza e con gioia, come quando sta arrivando un gran personaggio tanto atteso. Se non lo si canta, non lo si legga nemmeno (altrimenti che acclamazione sarebbe...). In Quaresima non si cita la parola "Alleluia" in segno di penitenza ma si sostituisce con altre parole.

  • Il canto del Gloria è chiamato "inno angelico" poiché è tratto dall'annuncio degli angeli alla grotta di Betlemme. Al pari dell'alleluia, non lo cantiamo in Avvento e in Quaresima. Poiché è un rito proprio dei fedeli l'assemblea non dovrebbe essere sostituita dal coro.
    Mentre lo recitiamo, facciamo attenzione ai cambi di persona: prima glorifichiamo il Padre (Gloria a Dio nell'alto dei cieli [...] Dio Padre onnipotente), poi il Figlio (Signore, Figlio unigenito Gesù Cristo...), e nel mezzo sarebbe molto opportuna una brevissima pausa di riflessione; concludiamo "con lo Spirito Santo, nella gloria di Dio Padre": nella liturgia l'assemblea comunica con la Gloria del Padre, per il Figlio, e nello Spirito.

  • Giuseppe

cantori

angeli in coro

croce

cantori
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