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Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

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presepio

storico

popolare

casalingo

    Il presepe: storico, popolare, casalingo

    Credo che ogni francescano provi un dolce moto del cuore al solo pensiero di qualche statuina, una grotta, del muschio e qualche alberello: è l'incanto del Natale; lo stesso sentimento che ispirò Francesco quando in quella notte d'inverno del 1223 volle imitare la Santa Notte.
    Da allora, il presepe è stato realizzato in mille modi e con mille materiali diversi, in tutte le dimensioni possibili e inserito nelle più diverse collocazioni.
    Generalmente, si distinguono due diversi tipi di presepe: storico e popolare.
    Nel primo, si cerca di ricostruire il più fedelmente possibile gli ambienti, i costumi, le costruzioni dell'epoca in cui visse Gesù; nel secondo, invece, la natività viene inserita nei contesti più vari, ambientando la venuta del Figlio di Dio fino ai nostri giorni.
    Dobbiamo comunque ricordare che qualsiasi tipo di presepe, sia pur realizzato con un alto valore artistico, esprime sempre un messaggio religioso.
    Al pari di un affresco, di un dipinto o una fotografia, ma realizzato in forma tridimensionale, esso parla al nostro animo e ci induce a meditare sul mistero dell'abbassamento di Dio, sul silenzio di Dio nel chiasso del mondo, sulla Sua venuta nella povertà della mangiatoia:
    "Mentre il silenzio fasciava la terra e la notte era a metà del suo corso, tu sei disceso, o Verbo di Dio, in solitudine e più alto silenzio" (David Maria Turoldo).
    La presenza del presepe in chiesa, assume anche un significato liturgico-pastorale; è infatti un costante richiamo all'incarnazione del Verbo di Dio in funzione della Pasqua, quella stessa che si sta celebrando, una presenza discreta ma evidente e mai tanto invadente da distrarre i fedeli durante la messa; è il caso dei presepi meccanici, soprattutto se rumorosi: meccanismi cigolanti, fontanelle scroscianti, pompette idrauliche borbottanti, alba e tramonto, stelle e luna che si susseguono, angeli che salgono e scendono e infine improbabili musichette di sottofondo, devono assolutamente essere fermati durante le celebrazioni, per poi venire invece riattivati a fine messa, per la gioia pura dei più piccoli che accorrono festosi e curiosi attorno al bambinello.
    Quanta catechesi ai fanciulli davanti a un presepe ben concepito!
    I genitori ne possono approfittare per educare i piccoli al silenzio davanti a Gesù, all'inchino, alle preghierine spontanee, all'accensione di una candela, alla richiesta di perdono, e poi si può farli riflettere sui piccoli aspetti del grande Mistero… ovviamente tutti gli altri ne approfittano per gli stessi scopi, ma non lo danno tanto a vedere.
    Fuori dall'orario delle messe, ci si può accostare alla sacra rappresentazione nel silenzio della chiesa vuota, e pigiando l'interruttore dell'avvio si può restare a piacimento in meditazione e preghiera, rapiti dal fascino della ricostruzione. Ecco allora gli occhi scorrere i vari livelli: nel primo piano la natività bene in luce e comoda alla vista, poi qualche personaggio di contorno; in un secondo piano alcune case e muri fanno da separé e si possono scoprire altri pastori che accorrono alla grotta; un altro piano e lo sfondo accolgono molti altri particolari sempre più piccoli nella prospettiva ristretta ma molto realistici. E poi ci avviciniamo quasi a entrare nel boccascena e osserviamo con maggior attenzione ulteriori dettagli seminascosti, piccoli tocchi da artista costati ore di paziente lavoro al maestro presepista. Ma anche a casa, il presepio ha il suo fascino: solo facciamo attenzione a mobili e tappeti quando utilizziamo il gesso in polvere e l'acqua! Quanti presepi abbiamo realizzato! E quanti ne abbiamo visti e contemplati! Eppure non potrò mai dimenticare un presepe semplice, essenziale e "incompleto" ma ricco di simbolismo, allestito nella chiesa di san Nicolò quand'era parroco don Rino Breoni: sul fonte battesimale, una scultura africana in legno nero d'ebano, con un messaggio adagiato sulla mangiatoia: "Il bambinello non è qui, cercatelo fuori, nelle strade, sotto i ponti, alla stazione, alle mense e ai giardini pubblici…" nei poveri, negli ammalati e gli emarginati di ogni tempo, e non può nascere finché non lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo, per virtù dell'amor di Dio e di pura e sincera coscienza, finché non diveniamo madri capaci di partorirlo con le opere sante, che devono illuminare gli altri con l'esempio. (1Lf)
    Il presepe lo abbiamo realizzato, il pranzo è pronto, i doni sono impazienti nelle loro carte lucide: sta a noi ora festeggiare il Natale per ciò che è realmente, ricordandoci cioè di festeggiare il Festeggiato.

    Buon presepe a tutti! Giuseppe.


presepe storico



presepe popolare



presepe casalingo


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