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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualità

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

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le parti che il celebrante
legge sottovoce

  • Il Messale Romano, quello del nostro rito eucaristico, riserva determinati brani alla lettura sottovoce del sacerdote; spesso si ode solamente un lieve bisbiglio ma talvolta si riesce a intendere qualche parola: ebbene, sappiate che chi sta nei pressi dell'altare può leggere tutto e vi assicuro che quelle parole sono di una bellezza e di una delicatezza stupefacenti. Poiché non mi pare ci sia bisogno di commento, ve le propongo tali e quali, per meditarle insieme nel nostro cuore e apprezzarle appieno durante la messa:

    LITURGIA DELLA PAROLA

    Il diacono che deve proclamare il Vangelo, inchinato davanti al sacerdote, chiede la benedizione, dicendo con voce sommessa:
      - Benedicimi, o Padre.
    Il sacerdote con voce sommessa dice:
      - Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra, perché tu possa annunziare degnamente il suo Vangelo: nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo.
    Il diacono risponde:
      - Amen.


    Se non c'è il diacono, il sacerdote, inchinandosi davanti all'altare, dice sottovoce:
      - Purifica il mio cuore e le mie labbra, Dio onnipotente, perché possa annunziare degnamente il tuo Vangelo.
    Poi il diacono, o il sacerdote, si reca all'ambone, eventualmente accompagnato dai ministri con l'incenso e i candelieri.

    LITURGIA EUCARISTICA

    Il diacono, o il sacerdote, versa nel calice il vino, con un po' d'acqua, dicendo sottovoce:
      - L'acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana.
    Dopo la benedizione sulle due specie, il sacerdote, inchinandosi, dice sottovoce:
      - Umili e pentiti accoglici, o Signore: ti sia gradito il nostro sacrificio che oggi si compie dinanzi a te.
    Si possono incensare le offerte e l'altare. Poi il diacono o un ministro incensa il sacerdote e il popolo.
    Il sacerdote, a lato dell'altare, si lava le mani dicendo sottovoce.
      - Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato.

    RITI DI COMUNIONE

    Mentre tutti si scambiano vicendevolmente un segno di pace secondo gli usi locali, il sacerdote dà la pace al diacono o al ministro. Poi prende l'ostia e la spezza sopra la patena, e lascia cadere un frammento nel calice, dicendo sottovoce:
      - Il Corpo e il Sangue di Cristo, uniti in questo calice, siano per noi cibo di vita eterna.
    Durante "l'Agnello di Dio", il sacerdote, con le mani giunte, dice sottovoce:
      - Signore Gesù Cristo, figlio di Dio vivo, che per volontà del Padre e con l'opera dello Spirito Santo morendo hai dato la vita al mondo, per il Santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue liberami da ogni colpa e da ogni male, fa che sia sempre fedele alla tua legge e non sia mai separato da Te.
    Oppure:
      - La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per tua misericordia, sia rimedio di difesa dell'anima e del corpo.
    Dopo il "Signore non son degno", il sacerdote, rivolto all'altare, dice sottovoce:
      - Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna.
    E con riverenza si comunica al Corpo di Cristo. Poi prende il calice e dice sottovoce:
      - Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna.
    E con riverenza si comunica al Sangue di Cristo.

    Terminata la distribuzione della comunione, il sacerdote, o il diacono, o l'accolito, asterge la patena sul calice e quindi il calice. Mentre asterge la patena e il calice, il sacerdote dice sottovoce:
      - Il sacramento ricevuto con la bocca sia accolto con purezza nel nostro spirito, o Signore, e il dono a noi fatto nel tempo ci sia rimedio per la vita eterna.
    Poi il sacerdote può tornare alla sede. Secondo i casi, si può osservare, per un tempo conveniente il "sacro silenzio", oppure si può cantare un salmo o un canto di lode e ringraziamento.

  • Giuseppe

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