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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualità

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

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il colore nella liturgia

i colori dei paramenti

  • Dalla percezione visiva al simbolo religioso.
    In questa nostra piccola rubrica liturgica, dedicata al valore dell'elemento simbolico, non poteva certo mancare un accenno al "colore". Tralasciando le pur interessanti implicazioni sulle diverse preferenze cromatiche di nazioni, età e sessi, arriviamo a considerare quanto la percezione di un colore sia sostanzialmente un fattore culturale e quindi una convenzione, cioè un accordo che poi diviene consuetudine.
    Tutti sappiamo che (da noi) il rosso significa amore, passione, sangue, pericolo: al rosso viene associata la forma quadrata, simbolo della terra; mentre (sempre da noi) il blu ricorda il cielo, la nobiltà: ed esso è attribuito il cerchio, simbolo del cielo e delle sfere celesti. Infatti, osservando il presepe, notiamo che il mantello della Madonna è blu, combinato col rosso della sua veste, simbolo della passione di Cristo; questa è la nostra convenzione pittorica ma, molto probabilmente, l'abito di Maria sarà stato colorato secondo le usanze ebraiche del tempo, con una tinta sul nocciola e con venature marroni/giallastre a seconda del clan di appartenenza.
    Un altro esempio dello stretto legame tra fede e consuetudini ci è dato dal colore viola, che è stato scelto dalla Chiesa come colore del lutto, delle tenebre e della morte; il viola infatti è il colore più scuro (eccetto il nero che come il bianco non è un colore). Bene si adatta quindi alla rappresentazione del periodo quaresimale, che però essendo orientato alla Pasqua necessita del giallo, il colore più luminoso, simbolo della risurrezione di Cristo. Ecco allora un bellissimo accostamento di colori tra loro in contrasto (viola/giallo) per significare il massimo della rottura, lo squarcio del velo del tempio, la santa Pasqua, il passaggio dalla morte alla vita.
    Proprio a motivo della mestizia del periodo pasquale, nei secoli addietro era fatto divieto di organizzare rappresentazioni teatrali, intrattenimenti, dimostrare allegrezza e nemmeno fischiare... si poteva incorrere in pesanti reprimende, compreso il patibolo! Capiamo perciò come il colore viola sia stato associato a morte certa per chi veniva sorpreso in pratiche teatrali, poi a sventura, mentre oggi resta solamente un fattore scaramantico per gli operatori dello spettacolo.
    Il bianco e il nero, invece, sono la somma dei colori nelle sintesi additiva e sottrattiva; perciò la loro caratterizzazione simbolica è rimasta sempre ambivalente: il bianco (per noi) è simbolo di gioia, purezza, vita, luce, bene (matrimoni), mentre il nero di morte, lutto, male (funerali); al contrario nei popoli orientali. Ma il nero porta in sé anche significati di nascita, novità avvolta dal mistero: l'universo, la culla di Mosè, la grotta di Betlemme, le caverne degli dei mitologici, divenendo perfino il colore della regalità e dell'eleganza (velluto nero).

  • Il carattere del tempo liturgico in corso o la festa che si sta celebrando vengono espressi attraverso il colore dei paramenti indossati dai ministri nelle funzioni liturgiche, dai drappi e da alcune suppellettili utilizzate in chiesa.
    I colori principali sono quattro: il bianco, il verde, il rosso e il violaceo, a cui si aggiunge il rosaceo.

    Prima del Concilio Vaticano II si utilizzava anche il nero, e dopo la riforma del Messale il suo utilizzo è stato reso facoltativo; al suo posto è subentrato il violaceo. Simboleggiava essenzialmente il lutto ed era utilizzato nel giorno della Commemorazione dei Defunti, per le messe dei defunti e nelle esequie; i più anziani possono ricordare le vecchie processioni funebri con tanto di carro e cavalli neri, bardati con finimenti, paraocchi e pennacchi neri e ministranti con stendardi neri… una tristezza infinita prevaleva sull'elemento festivo della pasqua dell'anima, che torna al suo Creatore professando il suo Credo nella potenza della resurrezione.

    Ecco una tabella riassuntiva dell'utilizzo dei colori in uso nelle nostre liturgie:

    Colore Significato Utilizzo
    Violaceo
    • Penitenza, conversione, attesa e suffragio, non è il colore del lutto, che è simboleggiato dal nero
    • Anticamente, e ancora in qualche caso, si tende a differenziare il colore violaceo dell'avvento, (tendente al blu) da quello quaresimale (tende al paonazzo)
    • Non può mai essere sostituito con il bianco
    • Avvento
    • Quaresima
    • Liturgia dei defunti
    • Confessione
    Bianco
    • Risurrezione, gioia e purezza, fede, il mistero di Gesù risorto, regnante e glorioso
    • Per ragioni pratiche, all’occorrenza può sostituire tutti gli altri colori eccetto il violaceo e il rosa, a patto che non diventi consuetudine
    • Solennità
    • Tempo di Natale
    • Tempo di Pasqua
    • Feste del Signore
    • Feste della Beata Vergine Maria
    • Feste dei santi non martiri
    • Festa di Ognissanti
    • Battesimo
    • Prima Comunione
    • Ordinazione
    • Unzione degli infermi
    • Funerali dei bambini
    Verde
    • Speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante
    • Nelle domeniche e nei giorni feriali del Tempo Ordinario
    Rosso
    • Passione di Cristo, sangue versato da Cristo e dai martiri,  Spirito Santo, amore
    • Domenica delle Palme
    • Venerdì Santo
    • Domenica di Pentecoste
    • Esaltazione della Croce
    • Celebrazioni dei santi martiri, apostoli ed evangelisti
    • Cresima
    • Esequie del Papa
    possono essere usati altri colori
    Oro
    • Regalità
    • In alcune Solennità per sottolinearne l'importanza
    • Esposizione e reposizione del Santissimo
    Rosaceo
    • Indica gioia per la solennità che si avvicina
    • Divenuto oggi facoltativo, stempera il colore viola interrompendo il clima penitenziale
    • Si può sostituire col violaceo, ma non con il bianco
    • III domenica di Avvento
      (detta Gaudete - Gioite)
    • IV domenica di Quaresima
      (detta Laetare - Rallegrati)
    Queste domeniche sono infatti considerate una breve sosta nel cammino di penitenza e di attesa che i tempi richiedono, con la possibilità anche di interrompere il lungo digiuno. Il colore si colloca infatti a metà fra il violaceo, simbolo di penitenza, e il bianco delle celebrazioni di festa
    Azzurro
    • Richiama il cielo
    • L'uso di questa gradazione è tollerata nel rito romano, mentre è previsto in altri riti locali, specialmente nel rito mozarabico e Anglicano
    • Celebrazioni della Beata Vergine Maria
    • Talvolta nell'Ascensione

  • Giuseppe

stole

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