--- >>>   francescani per la diocesi   <<< ---

Home

Chi siamo

Attività

Formazione

Pubblicazioni

Frate Jacopa

Archivio fotografico

Links

Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualità

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

info@fratejacopaverona.it



funzione sociale

assemblea riunita

tutti insieme

    La funzione sociale della liturgia eucaristica

    Perché facciamo tutto questo?
    Perché ritrovarsi in chiesa, cantare, pregare, ascoltare, partecipare con segni e gesti, ...
    Presi dai nostri ritmi quotidiani, anche la domenica rischia spesso di esser vissuta come un giorno qualunque.
    Eppure il "Giorno del Signore" non appartiene alla sfera del fare: è il giorno del riposo e del ringraziamento; è il giorno dell'Essere!
    Prepararsi adeguatamente alla messa che andremo a celebrare è cosa buona e giusta, anzi veramente opportuna, ma non dobbiamo dimenticare il senso profondo di quello stare insieme: crescere nella comunione, nella comprensione reciproca, nell'appartenenza al genere umano con una sfumatura particolare, quella della fraternità universale. Per questo a messa parliamo di Comunione (nel duplice significato di Ostia santa e di unità dei cuori); per questo affermiamo che la Liturgia è fonte e culmine della catechesi: qui impariamo a vivere la vera vita interiore, l'essenza dell'esistenza stessa, per poter infine apprezzare e gustare e amare la vera Essenza necessaria e indispensabile, l'Epiousion, come recitiamo nel Pater.
    Ma la funzione sociale della liturgia eucaristica non si ferma di certo al momento celebrativo; non possiamo limitare il divino nel tempo e nello spazio di una messa! Tutto quello che abbiamo udito, visto e toccato (e quindi esperito) a messa, siamo chiamati a parteciparlo, condividerlo, distribuirlo, all'esterno, nella nostra vita di tutti i giorni, nelle nostre occupazioni e nelle preoccupazioni, nel tempo impegnato e nel tempo libero.
    Come battezzati, abbiamo infatti una grande responsabilità: colorare la società con le tinte gentili e soavi che ci suggerisce il nostro cuore, incendiare i tiepidi e contagiare il mondo intero con la Parola di Bellezza. Benediciamo insieme. Ecco che tutto il nostro vissuto diviene canto, danza, melodia dolce di ringraziamento.
    Ora, sappiamo che ringraziare significa essere grati a qualcuno, riconoscenti per ciò che ha fatto per noi; il modo giusto per farlo è seguendo il Suo insegnamento: "Ama il prossimo tuo come te stesso". É la comunione dei cuori. Torniamo quindi alla necessità della Comunione per poter vivere lo stato di Grazia, necessario per raggiungere quello di Perfezione.
    Del resto, il canto, la danza, la musica (tutte espressioni dell'animo) meglio si apprezzano se condivise, se eseguite in gruppo, in comunione.
    E poi è bello sapere che ogni domenica siamo "chiamati" a farlo insieme a tutti i fedeli presenti e defunti, vicini e lontani, con tutti i santi e gli angeli: insomma, proprio tutti insieme.
    In comunione, appunto.

    Giuseppe






© Copyright 2009 - Tutti i diritti riservati - Privacy & Cookie Policy - Webmaster: Giuseppe Guastella - StudioMASP - info@fratejacopaverona.it