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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualità

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

info@fratejacopaverona.it



accordo delle voci

andare all'unisono

comunione dei cuori

unità degli spiriti

    L'unisono in chiesa

    La domenica è il giorno in cui i fedeli, convocati dal Signore, si riuniscono in un luogo preciso, la chiesa, per ascoltare la sua Parola, per ringraziarlo dei suoi benefici. La chiesa è «casa di Dio», simbolo della comunità cristiana che vive in un dato territorio. È prima di tutto un luogo di preghiera, in cui si celebra l'Eucaristia e si adora Cristo realmente presente nelle specie eucaristiche, riposte nel tabernacolo. I fedeli vi si riuniscono per pregare, per lodare il Signore e per esprimere, attraverso la liturgia, la loro fede in Cristo.
    «Tu non puoi pregare in casa come in chiesa, dove c'è il popolo di Dio raccolto, dove il grido è elevato a Dio con un cuore solo. Là c'è qualcosa di più, l'unisono degli spiriti, l'accordo delle anime, il legame della carità, le preghiere dei sacerdoti» (San Giovanni Crisostomo - arcivescovo di Costantinopoli).

    Il testo sopra riportato esprime, tra le tante altre cose, la grande valenza del radunarsi insieme, nelle nostre assemblee liturgiche; la frase del grande santo, poi, pone maggiormente l'accento sull'unità o la comunione che viene a crearsi in questi momenti privilegiati. Tutto questo dovrebbe farci riflettere sulla qualità della nostra partecipazione al rito: avvertiamo veramente l'accordo delle anime? Riusciamo a entrare in sintonia con tutti i cuori? Cosa potremmo fare perché ciò avvenga?
    Potrebbe capitarci infatti di partecipare a celebrazioni "distaccate", ove ognuno recita le varie orazioni, formule, preci in modo individuale, senza ascoltare nemmeno il proprio vicino o, peggio, facendo a chi termina prima; senza parlare di quando sentiamo recitare dai fedeli vicini interi tratti riservati al sacerdote!!! Oppure quando si canta senza cercare di uniformare la propria voce con quella degli altri.
    La soluzione non dovrebbe essere difficile da trovare: troppo basso o troppo alto, troppo in fretta o lento o biascicato, sia che si canti, sia che si preghi, sia che si risponda al sacerdote, dovremmo sempre tendere l'orecchio e, con voce decisa e chiara, uniformarci al tono e alla cadenza indicati dal sacerdote che presiede l'assemblea e che ci offre una possibilità di "comunione" dei cuori: sta a noi sintonizzarci.

    Giuseppe




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