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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualitā

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

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Benedizione del fuoco

Cero pasquale

    La benedizione del fuoco

    Dopo il lungo periodo quaresimale siamo giunti finalmente alla veglia pasquale. Siamo ora tutti in felice attesa del primo segno, che aprirā la celebrazione liturgica:
    il lucernario, solitamente, ha inizio all'esterno della chiesa lasciando l'assemblea al buio completo, a significare l'oscuritā delle tenebre in assenza del Cristo.
    Il rito della benedizione recita: "O Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria, ..."
    Mentre accende il Cero pasquale, il celebrante dice: "La luce di Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito."
    Ed entrando in chiesa, per tre volte consecutive e aumentando di tono, viene annunciato: "Cristo luce del mondo".
    A questo punto, attingendo dal cero pasquale progressivamente vengono accese le candele che i fedeli tengono in mano, come un passaparola contagioso e incontenibile, e infine tutte le luci della chiesa, in un crescendo di gioia del cuore, la gioia della risurrezione.

    I segni sono chiari e semplici: dobbiamo fare buio per poi accendere le luci partendo dal cero, vivendo insieme una felice esperienza visiva; semplice no?
    Eppure, immancabilmente in queste celebrazioni c'č sempre chi accende la propria candela con l'accendino, dimostrando di non aver capito nulla, tristemente distaccato da tutti;
    oppure chi, per chissā quali sacrosanti compiti, si riserva una piccola e inutile luce, la quale nel buio totale finisce per risultare veramente distraente;
    o ancora chi, non ritenendosi autorizzato, lascia acceso il neon di lato nella speranza che il sacrista lo venga a spegnere!
    Sono solo pochi ma efficaci esempi di come la solenne celebrazione dell'unitā dei cuori nella comunione vitale e reciproca si possa disattendere sin dal principio.

    Giuseppe






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