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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualità

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

info@fratejacopaverona.it



Processione eucarestica

Come comunicarci

Dovuto rispetto

Preparazione

Testimonianza

    Comunicarsi santamente

    Eccoci qui in fervida attesa, liberamente incolonnati in processione eucaristica. Passo dopo passo procediamo verso il Corpo di Cristo al ritmo del canto di comunione; stiamo per accogliere il nostro ospite dolce dell'anima.
    C'è chi prega raccolto nel banco, chi canta con voce sonora, chi con aria vagamente distaccata chiacchiera col vicino, chi si guarda attorno cercando gli amici; c'è pure chi controlla i messaggi sul cellulare…
    Egli sta sempre là, paziente e misericordioso, pronto a donarsi ancora e sempre, per noi, ora.
    Finalmente la coda si riduce e tra poco sarà il mio turno; ma proprio qui, vicino al sommo Re, qualcosa mi disturba, mi rattrista: è il gesto di assumere distrattamente l'ostia consacrata, ripetuto da più persone, che lascia trasparire una certa trascuratezza, una perdita di significato, di valore. Da piccoli ci era stato insegnato come comunicarci (sia sulla lingua sia sulle mani) assumendo dignitosamente e timorati, cioè con il dovuto rispetto, il Corpo di Cristo; eppure oggi si può assistere a un ricco campionario di gesti inattesi: si va da chi non risponde con l'Amen, a chi si butta in bocca l'ostia come fosse un pugno di noccioline, a chi prende con due dita l'ostia dalle mani del sacerdote, a chi si gira tornando al posto e, dopo aver salutato con gli occhi qualcuno, finalmente infila l'ostia in bocca con assoluta tranquillità, camminando, nemmeno fosse un chewing-gum.
    A forza di relativizzare i gesti stiamo svuotando il rito, col rischio di farlo diventare a poco a poco anonimo, non più significativo; è questo il pressapochismo con cui celebriamo le nostre liturgie, lo stesso atteggiamento ingenuo per cui crediamo di poterci esprimere liberamente durante le celebrazioni, anziché interagire come un sol uomo per significare la comunione ecclesiale: alzarsi, sedersi, inchinarsi, pregare, cantare, rispondere, procedere in processione, ecc… Tutti gesti da compiersi all'unisono secondo quanto indicato dal Concilio Vaticano II in poi. Il nostro dovere di professi consapevoli sta proprio qui: essere preparati e rendere testimonianza sempre, anche nei piccoli gesti.
    Il Signore vi dia Pace.

    Giuseppe








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