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Briciole di Liturgia  -  Monografie  -  Spiritualità

Briciole di Liturgia
a cura di Giuseppe Guastella

info@fratejacopaverona.it



sacramento

assemblea liturgica

Dio parla al suo popolo

comunione

    Il sacramento dell'assemblea

    L'assemblea liturgica domenicale è la forma fondamentale e originaria della chiesa; con la partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio, la chiesa si manifesta e si realizza.
    Purtroppo, nell'esperienza di chiesa ultimamente si avvertono segni di stanchezza e di sconforto, che ci fanno interrogare sul futuro del cristianesimo in occidente; è quindi necessario e urgente ricomprendere il significato e il valore della convocazione eucaristica domenicale, esperienza essenziale e irrinunciabile, liturgia costitutiva dell'identità cristiana.
    "La chiesa infatti agisce e si esprime nella liturgia, vive della liturgia e dalla liturgia attinge forza per la vita" (Giovanni Paolo II - Dominicae cenae 13).
    La prima azione liturgica, l'actio liturgica primordiale, è la risposta del popolo alla chiamata di Dio, il riunirsi alla Sua convocazione: ecclesia significa appunto convocata, chiamata. Per Giovanni Crisostomo, l'ekklesia è la casa del popolo di Dio e perciò i fedeli non vengono accolti dal vescovo o dal parroco, come il padrone di casa accoglie i suoi ospiti, ma essi entrano e stanno nella loro casa. L'assemblea è chiamata da Dio e sta alla Sua presenza; Dio parla al suo popolo attraverso la sua Parola e la Parola è alla base di tutti i sacramenti.
    Secondo san Gregorio Magno, la meditazione personale delle Scritture, la lectio divina, non basta per intenderle pienamente ma occorre ascoltarle con gli altri fratelli nella fede; egli definisce l'assemblea come il luogo teologico dell'ascolto, dell'intelligenza, dell'interpretazione, dell'attualizzazione e dell'efficacia della Parola. La parola di Dio è parola di comunione, e solo nella comunione si accede alla sua piena intelligenza.
    Lo scopo della convocazione eucaristica è dunque divenire corpo di Cristo e restare in comunione: la trasformazione dei doni in corpo e sangue di Cristo non è fine a se stessa ma avviene affinché noi diventiamo ciò che riceviamo. Si prega infatti: "Per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito santo ci riunisca in un solo corpo"; perciò il corpo eucaristico è finalizzato al corpo ecclesiale.
    Essere ciò che si riceve è il comandamento dell'eucarestia: la Chiesa è chiamata in assemblea a diventare il corpo eucaristico del Signore, "Fa di noi un sol corpo", una comunione di fratelli e sorelle nella fede.

    Giuseppe






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